Frattura di gomito: il percorso da compiere per il pieno recupero

Un giorno entra in ambulatorio una ragazza con il braccio e avambraccio sinistro protetti da un tutore perché aveva riportato una “brutta” frattura di gomito. Nei suoi occhi tristezza, incredulità, confusione

Mi racconta che, in seguito ad incidente stradale, ha riportato la frattura di gomito e di clavicola a sinistra, trasportata al pronto soccorso ha poi subito un intervento di “riduzione e osteosintesi della frattura”, a cui è seguito un periodo di immobilizzazione.

Nei suoi occhi tristezza, incredulità, confusione

Alla domanda: “che lavoro fai?”, la risposta fu: “sono un chirurgo di chirurgia di urgenza”.  Immediatamente nei suoi occhi comparì una luce, si leggeva speranza, la speranza di chi ama il proprio lavoro, la speranza di tornare al tavolo operatorio per salvare la vita alle persone grazie alle sue mani, alle sue braccia.

Valutando i postumi dell’intervento chirurgico attraverso la visione delle radiografie di controllo del gomito, la rima articolare era libera, il chirurgo Ortopedico aveva svolto un ottimo lavoro.

Potenzialmente il gomito poteva estendersi e flettersi completamente, ma…

In realtà riusciva a muoverlo davvero poco; era stato tanto tempo immobilizzato, i muscoli del braccio si erano assottigliati (per un processo di atrofia muscolare da non uso), si erano accorciati (contrattura di difesa) e la forza di conseguenza era notevolmente diminuita.

Se ti è successo in passato, di portare il gesso con il gomito bloccato a 90° per una frattura di polso o avambraccio o altro, ricorderai che, rimosso il gesso, il tuo gomito è rimasto flesso a 90°, solo con il tempo e la fisioterapia è ritornato tutto normale.

Qual è il percorso da compiere per il totale recupero della mobilità?

Il gomito riusciva a muoverlo poco, ma quello era il punto di partenza, il percorso da compiere è lungo, non bisogna avere fretta, si deve procedere lentamente, devi scavare dentro di te e tirare fuori una grande forza di volontà, gli occhi devono focalizzare l’obiettivo da raggiungere con il seguente programma:

  1. il recupero della flessione e dell’estensione completa del gomito con esercizi passivi (la mobilizzazione è eseguita dal bravo fisioterapista), esercizi attivi assistiti (eseguiti dal paziente con l’aiuto del fisioterapista), esercizi attivi (eseguiti solo dal paziente)
  2. il recupero graduale della forza con esercizi contro resistenza (con incremento graduale e progressivo)
  3. esercizi per il recupero della funzione dell’arto superiore con l’esecuzione di movimenti e gesti via via più complessi

Per il pieno recupero riabilitativo il programma prevede sedute in palestra e sedute in piscina riabilitativa; l’acqua ti può essere tanto utile in questa fase soprattutto nel recupero della mobilità e della fluidità articolare, non solo del gomito ma anche della spalla e di tutto l’arto, perché ti senti protetto e riesci a svolgere gli esercizi con la sensazione di avere l’arto superiore accompagnato e sostenuto dall’acqua. Generalmente nelle piscine riabilitative l’acqua è calda, e questo favorisce il rilasciamento muscolare e un senso di piacevole benessere.

Qual è il vero obiettivo dietro al recupero della mobilità del gomito?

L’ obiettivo è permettere il recupero di alcuni gesti fondamentali della vita quotidiana, come ad esempio lavarsi il viso tutte le mattine, poter usare le posate (forchetta e coltello) in maniera corretta durante i pasti, poter versare l’acqua nel bicchiere… Poter ritornare in sala operatoria, al tavolo chirurgico ed impugnare il bisturi, in urgenza, e salvare vite umane.

Per far questo Ti ricordo, non basta solamente il lavoro, peraltro fondamentale e prezioso, del bravo fisioterapista, è necessario e utile che tu ti rimbocchi le maniche, ogni giorno lavori per conto tuo, ogni giorno devi eseguire gli esercizi che hai imparato; ricorda sempre che la spalla accompagna i movimenti del gomito. La spalla comincia a far male, soprattutto perché i muscoli stabilizzatori di scapola perdono tono,  quindi, esegui pure un semplice esercizio per mantenere stabile la spalla.

Sei curioso di sapere come va a finire la storia?

La paziente chirurgo, grazie alla cura e riabilitazione, a distanza di poco più di un mese, dal nostro primo incontro, riesce a muovere da sola il gomito, lo flette e lo stende completamente, sta recuperando la forza dei muscoli che le permettono di muovere il gomito, alterna sedute in palestra e in piscina, riempiendo tutta la settimana, concedendosi un po di riposo nel week end. E’ concentrata al massimo per raggiungere il suo scopo, che si avvicina ogni giorno sempre di più.

Mi ha confidato che ha scoperto sulla sua pelle, da paziente, che l’intervento chirurgico non è la risoluzione dei problemi, come lei pensava all’inizio, è solamente il  primo step; dopo bisogna lavorare sodo, per ottenere il risultato sperato, solamente il proprio impegno permette di recuperare e poter tornare a fare quello che si Ama. Ogni giorno è utile per raggiungere nuovi traguardi, ogni giorno è utile per stabilire nuove mete da raggiungere.

Conosci i tuoi limiti per poterli superare, conosci te stesso per guarire. Tu e soltanto tu devi impegnarti al massimo per il raggiungimento dell’obiettivo, il tuo obiettivo, così i tuoi occhi ritorneranno a esprimere gioia, gioia di vivere.

Ti Auguro il meglio,

Luigi

ps: se hai avuto una esperienza diretta o se conosci una storia simile a questa, lascia un commento, mi farebbe piacere scoprire quale è stato l’obiettivo raggiunto al termine del percorso riabilitativo.

Immagine in evidenza da google immagini

Comments(4)

  1. Martina

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    Salve anche a me è successa una situazione molto simile a questa, mi farebbe molto piacere potertela raccontare. Martina

    • ciao Martina, mi piacerebbe tanto conoscere la tua esperienza; ritengo che conoscere e far conoscere storie, testimonianze di pochi può essere di aiuto a molti. Grazie
      Ti Auguro il meglio
      Luigi

  2. Grazia

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    Salve,tre mesi fa ho avuto frattura del gomito con lussazione.intervento con fili di kiscner,riabilitazione dal decimo giorno (perché ero alla estero)operazione fatta bene ma nonostante l’impegno mio e delle mie fisioterapiste non riesco ancora a muovere a solo il gomito.

  3. anna gentilini

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    Come sopra, brutta frattura multipla scomposta, ridotta. Tutto bene ma dopo quasi due mesi di fisiterapia giornaliera il gomito non ha ripreso nulla in flessione, mentre in estensione è decisamente migliorato. Lavoro, guido, sono comunque autonoma, ma non mi capacito di questo “blocco” nel percorso di guarigione

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